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CARAVAGGIO 2025: DEBUTTO ROMANO (pt.1)

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© Photo by Massimo Gaudio Sala Debutto romano La prima sala del percorso espositivo della mostra è riferita al DEBUTTO ROMANO avvenuto intorno al 1595. Agli inizi del suo soggiorno, Caravaggio non se la cavava molto bene, infatti, per vivere vendeva i suoi quadri per pochi soldi. Nel giro di un paio di anni raggiunse il successo grazie a incontri a lui favorevoli come il cardinale Francesco Maria del Monte, il banchiere Ottavio Costa e pittori come Prospero Orsi che lo ospitò nella sua dimora e Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino, dal quale venne impegnato nella sua bottega a dipingere fiori e frutta. Nella sala sono esposte otto opere dell'artista. In questo articolo vengono trattate quattro di esse risalenti al primo periodo romano. Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)  (1595-1596 ca) Olio su tela, 67 x 53 cm, Galleria Borghese, Roma La tela è entrata a far parte della collezione del cardinale Scipione Borghese a seguito...

CARAVAGGIO 2025: 24 (+1) opere del Maestro lombardo in un colpo solo

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Caravaggio, Santa Caterina d'Alessandria (dettaglio)  Dal 7 marzo al 6 luglio 2025 le Gallerie Nazionali di Arte Antica , in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei – Ministero della Cultura e con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, presentano a Palazzo Barberini CARAVAGGIO 2025, a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon.  CARAVAGGIO 2025 è uno dei progetti più ambiziosi mai dedicati alla pittura di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610): con ventiquattro dipinti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali la mostra di Palazzo Barberini offre un percorso tra opere difficilmente visibili e nuovi accostamenti, in uno dei luoghi simbolo della connessione tra l’artista e i suoi mecenati. Riunendo alcuni dei dipinti più celebri, CARAVAGGIO 2025 propone una nuova e approfondita riflessione sulla rivoluzione artistica e culturale oper...

STATUA DI ARTEMIDE EFESINA

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  © Photo by Massimo Gaudio Statua di Artemide Efesina La statua di Artemide Efesina si trova nella Sala delle Aquile al primo piano del Palazzo dei Conservatori nei Musei Capitolini in Roma. È una piccola statua in marmo e bronzo che riproduce in dimensioni ridotte di appena 115 cm la statua di culto ellenistica del tempio di Artemide ad Efeso, adorna di simboli di fertilità e teste di animali. Copia romana da un originale del II secolo a.C., sul busto propendono una serie di quelle che sembrano essere "mammelle" che però potrebbero anche raffigurare gli scroti di toro offerti alla dea a seguito della loro castrazione e sacrificio. Questo era considerato di buon auspicio per la fertilità degli uomini. Vi ringrazio. Arrivederci al prossimo articolo. Massimo

DOMENICO ZAMPIERI detto DOMENICHINO, Sant'Agnese (1605-1606)

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  © Photo by Massimo Gaudio Domenico Zampieri detto DOMENICHINO, Sant'Agnese (1605-1606) Le Gallerie Nazionali d'Arte Antica di Palazzo Barberini non smettono mai di stupire. Nella sala dedicata a Guido Reni e gli Emiliani situata al piano nobile del palazzo, è possibile ammirare un'opera realizzata tra il 1605 e 1606 da Domenico Zampieri detto Domenichino. Si tratta di un olio su tela che misura 143 x 101 cm raffigurante sant'Agnese.  L'artista in questo dipinto ha reinterpretato un affresco dal titolo Dama con liocorno presente alla Galleria Carracci di Palazzo Farnese in Roma, realizzato intorno al 1605 proprio da Antonio Carracci. In pratica la scena, il paesaggio, la posa della donna è la stessa, però Domenichino ha trasformato la figura della dama (forse Giulia Farnese) in quella della santa con il nimbo dorato e ha sostituito il liocorno con l'agnello.  C'è un altro affresco che lega la famiglia Farnese alla figura della v ergine con il liocorno. Si ...

STATUA DELLA VENERE CAPITOLINA

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© Photo by Massimo Gaudio Statua della Venere Capitolina, Marmo, 193 cm La Venere Capitolina è sicuramente una delle statue marmoree più rappresentative e importanti della collezione presente nei Musei Capitolini di Roma. Si tratta di una variante della statua di Afrodite (la Venere per gli antichi Greci) creata da Prassitele nel IV secolo a.C. per il santuario della dea nell'antica Cnido nell'attuale Turchia. La statua è stata realizzata con dimensioni leggermente maggiori rispetto al vero e rappresenta la dea nuda nell'atto di compiere un gesto pudico per celare le sue armoniose forme del corpo. I vari oggetti che si trovano ai suoi piedi come l'anfora con sopra un panno, la particolare pettinatura con i capelli raccolti a mo' di fiocco e la nudità, mostrano la dea intenta a un bagno lustrale della divinità. Il suo ritrovamento è avvenuto tra il 1667 e il 1670 all'interno della chiesa di San Vitale che si trova tra il Quirinale e il Viminale,  nel 1752  è stat...

FILIPPO GAGLIARDI (attr.), Visita di Innocenzo X alla Fontana dei Fiumi (1651 ca)

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   © Photo by Massimo Gaudio Filippo Gagliardi, Visita di Innocenzo X alla Fontana dei Fiumi, attr. (1651) Olio su tela, 285 x 187 cm Filippo Gagliardi è stato un pittore e architetto del periodo barocco che ha svolto nel Settecento i suoi lavori principalmente a Roma ed è famoso per le sue prospettive pittoriche. Questo ci porta a pensare che le sue pitture siano fedeli alla realtà.  Nel Museo di Roma all'interno di Palazzo Braschi che si affaccia su piazza Navona, è conservata nella prima sala del secondo piano la grande tela attribuita al pittore romano che come soggetto ha la visita alla Fontana dei Quattro Fiumi portata a termine da Gian Lorenzo Bernini nel 1651. Vi è rappresentata la visita alla FontaNa da parte di papa Innocenzo X svolta in forma non ufficiale.  La scena è stata ripresa dal lato nord della piazza la mattina presto perché le ombre degli edifici a sinistra sono fortemente in ombra, anche la parte destra dell'obelisco presenta una forte ombra, un...

GIORGIO DE CHIRICO, Mistero e malinconia di una strada, fanciulla con cerchio (anni Sessanta)

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  © Photo by Massimo Gaudio Giorgio de Chirico, Mistero e malinconia di una strada, fanciulla con cerchio (anni Sessanta) Olio su tela, 74,9 x 59,1 cm C'è un luogo al centro di Roma dove poter passare del tempo in tranquillità immersi nel verde e lontano dal caos cittadino. Questo luogo è Villa Borghese che con il suo splendido parco dove c'è all'interno un laghetto artificiale, è una delle ville più belle di città. Ad impreziosire ancor di più sono ben tre musei al suo interno: Galleria Borghese, Museo Pietro Canonica e Museo Carlo Bilotti e proprio in quest'ultimo c'è una mostra permanente di 22 opere tra dipinti, sculture e disegni molte delle quali, ben 18, sono di Giorgio de Chirico. Sono tutte molto interessanti, ma una ha attirato la mia attenzione. Come sempre quello che non si vede è quello che mette in risalto un'opera e in questo caso sono le sagome di due persone che sono state cancellate ma delle quali è rimasta l'ombra seppur meno evidente risp...