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MICHELANGELO MERISI detto CARAVAGGIO, Ritratto di monsignor Maffeo Barberini (1599-1604 ca)

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© Photo by Massimo Gaudio MICHELANGELO MERISI detto CARAVAGGIO, Ritratto di monsignor Maffeo Barberini Nel marzo dello scorso anno in occasione di una bellissima mostra sulla famiglia Barberini tenutasi proprio a Palazzo Barberini in Roma, fui inaspettatamente folgorato dalla bellezza di un dipinto di Caravaggio che mostrava il ritratto di Maffeo Barberini proveniente da una collezione privata di Firenze (ultima fotografia in basso).  Il luogo è lo stesso, l'autore è lo stesso come è la stessa la persona ritratta, anche le dimensioni sono simili, raccontano però due periodi diversi anche se ravvicinati di Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII. Il primo è stato realizzato nel 1595 subito dopo aver ottenuto la carica di protonotario apostolico, mentre quello attualmente in esposizione è stato commissionato a seguito della nomina del monsignor Maffeo a chierico della Camera Apostolica avvenuta nel marzo del 1598. L'anno preciso dell'opera non è certa. La maggior parte degl...

SALA DEL MAPPAMONDO di Palazzo Farnese a Caprarola

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© Photo by Massimo Gaudio Sala del Mappamondo Palazzo Farnese con la sua maestosità svetta dalla parte più alta di Caprarola che si trova vicino Viterbo. La Sala del Mappamondo che fa parte del percorso museale, era il salone di rappresentanza dell'appartamento invernale, diventato celebre per le decorazioni di soggetto astronomico e geografico visto il crescente interesse verso le navigazioni e scoperte di nuovi territori che in quel periodo aveva apportato nuove conoscenze che però non erano ancora terminate, infatti, tra le varie rappresentazioni dei vari continenti non si trova quella che riguarda l'Oceania, continente non ancora scoperto fino a quel momento. Il programma decorativo della sala è stato realizzato da Orazio Trigini de' Marij che lo aveva tratto da fonti sia letterarie che cartografiche. Sulle pareti si possono ammirare splendide carte geografiche dipinte da Giovanni Antonio da Varese detto Vanosino sulla base delle indicazioni del de' Marij. Oltre all...

FEDERICO ZUCCARI e il Gabinetto dell'Ermatena (1566)

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   © Photo by  Massimo Gaudio Hermatena (fig.1) Palazzo Farnese si trova a Caprarola nella provincia di Viterbo. Visitarlo significa rimanere a bocca aperta grazie sia all'architettura, sia alle opere pittoriche e ai bellissimi giardini annessi alla struttura. Tra le molte sale che si trovano nei due livelli visitabili, ce n'è una che per le piccole dimensioni, risulta accogliente, intima e in una posizione appartata rispetto al resto del Palazzo. È il Gabinetto dell'Ermatena (fig.7). Il grande tondo al centro del soffitto realizzato da Federico Zuccari nel 1566, raffigura un essere androgino costituito dalla fusione di Mercurio e Minerva identificato da un cartiglio in greco come Hermathena (fig.1). Nei pennacchi agli angoli della volta sono raffigurati oggetti relativi alle scienze e alle arti che alludono alle invenzioni di Mercurio e Minerva (fig. 2,3,4,5). Nelle lunette sono inseriti paesaggi e scene mitologiche come il Serapeo di Villa Adriana e l'episodio di Ulis...

GIORGIO VASARI, CRISTO PORTACROCE (1553)

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    © Photo by  Massimo Gaudio Giorgio Vasari, Il Cristo portacroce (1553) Mi è capitato di vedere qualche anno fa alla Galleria Corsini di Roma un dipinto del celebre pittore aretino Giorgio Vasari dal titolo Il Cristo Portacroce realizzato nel 1553. È stata sicuramente una grande fortuna poterlo ammirare in tutta la sua bellezza visto che fa parte di una collezione privata. Il dipinto, passato nel Seicento nelle collezioni Savoia, era da tempo considerato perduto, finché non è stato identificato da Carlo Falciani studioso di pittura vasariana, che lo ha riconosciuto nel quadro registrato da Vasari nel proprio libro delle Ricordanze, indicando la data e il nome del prestigioso destinatario “Ricordo come a dì XX di maggio 1553 Messer Bindo Altoviti ebbe un quadro di braccia uno e mezzo drentovi  una figura dal mezzo in su grande,  un Cristo che portava la Croce  che valeva scudi quindici d’oro” Dopo essere stato restaurato in uno studio di Firenze, grazie a...

TINTORETTO (JACOPO ROBUSTI), GIUDITTA E OLOFERNE (1577-1578)

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© Photo by Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Il dipinto realizzato da Tintoretto e dalla sua bottega è conservato presso il Museo Nazionale del Prado a Madrid. Le sue notevoli dimensioni (188 x 251 cm) hanno dato la possibilità all'artista di inserire all'interno della scena molti elementi che permettono di coinvolgere l'osservatore, iniziando dai corpi di Giuditta e la sua ancella che rendono movimentata la scena. La prima vestita in modo elegante intenta a coprire con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la seconda è stata ritratta mentre termina di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della sua bisaccia. I tre personaggi sarebbero già sufficienti, ma a completamento della tragica scena, Tintoretto ha voluto inserire particolari che la rendono ancor più ricca, in particolare ha voluto evidenziare l'azione della storia biblica...

RAFFAELLO, LA FORNARINA (1520 ca.)

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© Photo by Massimo Gaudio Raffaello Sanzio, La Fornarina (1520 ca.), Olio su tavola, cm. 87 x 63 Nella Galleria Nazionale d'Arte Antica Palazzo Barberini in Roma, è esposto uno degli ultimi dipinti del pittore urbinate Raffaello Sanzio. Il titolo dell'opera è La Fornarina databile intorno il 1520. La modella ritratta dovrebbe essere Margherita Luti, figlia di un fornaio del rione Trastevere a Roma che sembra fosse anche la sua amante. L'artista ha ambientato il ritratto della giovane donna all'aperto, in un giardino nel tardo pomeriggio, seduta, seminuda, con i seni scoperti ma con il resto del corpo coperto sia da un velo che le copre il grembo che una stoffa più pesante di color rosso che le copre le gambe. Le mani sembrano voler coprire il più possibile le nudità, ma lo sguardo sereno e un sorriso appena accennato, tradiscono l'imbarazzo. Il pittore ha lasciato la sua firma sul bracciale che la modella porta al braccio sinistro su cui si legge RAPHAEL URBINAS. Vi...

JACOPO LIGOZZI, BOTANICA

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© Photo by Massimo Gaudio Jacopo Ligozzi, Anemone Il pittore veneto Jacopo Ligozzi (Verona 1547 - Firenze 1627) ha creato le presenti illustrazioni botaniche durante il suo periodo di permanenza a Firenze a seguito della chiamata da parte del granduca Francesco I de' Medici. In quel periodo venne apprezzato dal naturalista e botanico Ulisse Aldrovandi che diventò un suo grande estimatore. L'artista, non si è interessato soltanto alla botanica. Durante la sua vita lavorativa, Ligozzi ha avuto modo di lavorare principalmente per la famiglia dei Medici a partire dal 1577, ma prima ha avuto modo di lavorare presso varie chiese del veronese sia da solo che insieme a suo padre, anch'egli pittore, inoltre c'è stato un periodo lavorativo a Trento al servizio del cardinale Cristoforo Madruzzo. Jacopo Ligozzi, Avicennia Germinans Jacopo Ligozzi, Datura Stramonium Jacopo Ligozzi, Dictamnus Albus Jacopo Ligozzi, Hyacinthus Orientalis Jacopo Ligozzi, Mirabilis Jalapa Jacopo Ligozzi,...