CARAVAGGIO 2025: DEBUTTO ROMANO (pt.1)

© Photo by Massimo Gaudio

Sala Debutto romano

La prima sala del percorso espositivo della mostra è riferita al DEBUTTO ROMANO avvenuto intorno al 1595. Agli inizi del suo soggiorno, Caravaggio non se la cavava molto bene, infatti, per vivere vendeva i suoi quadri per pochi soldi. Nel giro di un paio di anni raggiunse il successo grazie a incontri a lui favorevoli come il cardinale Francesco Maria del Monte, il banchiere Ottavio Costa e pittori come Prospero Orsi che lo ospitò nella sua dimora e Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino, dal quale venne impegnato nella sua bottega a dipingere fiori e frutta.
Nella sala sono esposte otto opere dell'artista. In questo articolo vengono trattate quattro di esse risalenti al primo periodo romano.

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO
Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)  (1595-1596 ca)
Olio su tela, 67 x 53 cm, Galleria Borghese, Roma

La tela è entrata a far parte della collezione del cardinale Scipione Borghese a seguito del sequestro di una grande quantità di opere a danno del Cavalier d'Arpino avvenuta nel 1607. Il soggetto dell'opera è lo stesso Caravaggio nei panni di Bacco che attraverso il suo autoritratto ha voluto raffigurare il momento di malattia che lo aveva interessato proprio nel periodo in cui lavorava nella bottega di Giuseppe Cesari e che, a suo dire, non gli aveva prestato aiuto. Da quel momento il poi Caravaggio decise di "provare a stare da se stesso" realizzando appunto questo dipinto che fu eseguito probabilmente per il mercato e grazie al suo amico e collega Prospero Orsi, fu collocato nella bottega di un rivenditore nei pressi della chiesa di San Luigi dei Francesi che oggi ospita tre delle sue tele.

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO
Ragazzo che sbuccia un frutto (Mondafrutto) (1595-1596 ca)
Olio su tela, 63 x 53 cm, Prestito di Sua Maestà Re Carlo III

Secondo il biografo e collezionista d'arte Giulio Mancini vissuto tra il Cinquecento e Seicento, Caravaggio dipinse il Mondafrutto nel suo primissimo periodo romano durante la permanenza presso monsignor Pandolfo Pucci. Del Ragazzo che sbuccia un frutto sono state realizzate svariate copie e sebbene siano state avanzate diverse ipotesi sulla provenienza su quest'opera, la sua prima attestazione certa si ha nel 1688 quando compare nell'inventario dei beni di Giacomo II d'Inghilterra.

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, I Bari (1596-1597 ca)
Olio su tela, 94,2 x 130,9 cm, Kimbell Art Museum, Fort Worth, Texas

Nell'estate del 1597 Caravaggio entrò in contatto con il cardinale Francesco Maria del Monte, eclettico e raffinato prelato che in seguito diventò il suo più importante mecenate. Alla morte del cardinale, I Bari o Il giuoco, come viene definito secondo antiche fonti, insieme al Concerto e Santa Caterina d'Alessandria, furono acquistati dal cardinale Antonio Barberini quindi, in qualche modo c'è un ritorno a casa. Il tema trattato era inconsueto in quel periodo a Roma e cela un indubbio significato morale, ovvero l'inganno dei vizi nei confronti dei giovani inesperti e ingenui. Quella esposta è ovviamente l'originale, ma visto il grande successo avuto, ne sono state realizzate una ragguardevole quantità di copie.

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, La Buona Ventura (1596-1597 ca)
Olio su tela, 115 x 150 cm, Musei Capitolini - Pinacoteca Capitolina, Roma

Anche La Buona Ventura fu acquistato dal cardinale Francesco Maria del Monte e successivamente acquistato dal cardinale Carlo Emanuele Pio insieme al San Giovanni Battista, altro dipinto di Caravaggio presente nella collezione Capitolina. 
Sembra che l'artista per la realizzazione del dipinto abbia utilizzato una vera zingara che vide passare davanti il suo studio. La camicia ricamata bianca, il turbante avvolto sulla testa, il sorriso, il suo modo aggraziato di presentarsi all'incauto giovane, attraggono l'attenzione di quest'ultimo che non si accorge dell'imminente furto dell'anello che sta subendo. Le unghie sporche della zingara entrano in contrasto con il suo modo curato di vestire, forse per sottolineare lo sporco che può celarsi dietro la bella apparenza. Il tema è stato talmente apprezzato che molti altri pittori caravaggeschi lo hanno seguito, lo stesso Caravaggio ne eseguì una seconda versione che oggi si trova al Louvre.


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

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