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| Jan Steen, Il mondo alla rovescia (1663) Olio su tela, 105 x 145 cm |
Uova rotte e un maiale che divora rose, un bambino che fuma una pipa. I dipinti di Steen, spesso concepiti come scene teatrali, invitano lo spettatore a decifrare gli indizi presentati con gusto giocoso. Il dipinto mette in scena una famiglia disfunzionale. Il punto di partenza è la padrona di casa assopita a sinistra del tavolo. Un cane si avventa sul pasticcio di carne precedentemente servito, uno dei bambini ruba qualcosa da un armadietto a muro, mentre il più piccolo gioca distrattamente con una collana di perle. In primo piano una donna tiene in modo allusivo un bicchiere pieno tra le gambe dell'uomo seduto accanto a lei.
Un quadro che rappresenta una natura morta di incredibile bellezza, si materializza in oggetti altrettanto straordinari custoditi in una teca al di sotto di esso.
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| Juriaen van Streeck, Natura morta con coppa di nautilus e coppa da zenzero (terzo quarto del XVII sec) Olio su tela |
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| Ulrich I. Ment, Coppa di nautilus, Augusta (1624-1628) Guscio di nautilus e argento dorato |
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| Ciotola, Cina, Dinastia Ming (seconda metà del XVI sec) Porcellana dipinta |
Una Coppa di Nautilus con opulenta montatura dorata si colloca in immediata prossimità di un vaso per lo zenzero aperto. In primo piano, leggermente inclinata. Compare una ciotola “Wanli”, Conserve di zenzero, limoni, arance e nocciole erano prodotti di importazione nei Paesi Bassi e allo stesso modo il pane bianco era considerato una prelibatezza. Gli oggetti, qui raggruppati come testimonianze del commercio globale, indicano l'eccezionale importanza dei Paesi Bassi come potenza marittima.
Non me ne vogliano gli ammiratori di Caravaggio, ma questo dipinto di Liss che ritrae Giuditta e Oloferne è un meritevole capolavoro.
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Johann Liss, Giuditta con la testa di Oloferne (primo terzo del XVII sec) Olio su tela, 129 x 104 cm
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Durante l'assedio della città di Betulia, Giuditta riuscì a penetrare nell'accampamento di oloferne. Portando vino, olio, fichi e pane, ella si finse inizialmente una disertrice. Nel corso di un banchetto Oloferne beve tanto vino da addormentarsi. Giuditta, rimasta sola con lui, lo decapitò con la sua stessa spada. In modo indipendente rispetto al racconto dell'Antico Testamento, l'episodio conobbe una vasta fortuna come simbolo di coraggio combattivo. Liss, che soggiornò a lungo a Roma, si ispirò stilisticamente sia a Caravaggio che a Peter Paul Rubens.
Chi non ama l’Arcimboldo? In questa mostra è piacevolmente esposto “l’inverno”
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| Giuseppe Arcinboldo, l'inverno (1563) Olio su tavola, 67 x 51 cm |
Con la sua brillante immaginazione, Arcimboldo combina rami secchi e spezzati, muschio, foglie di edera, escrescenze e funghi del bosco, dai quali ricava i lineamenti, i capelli e la barba. Una fessura nel tronco suggerisce l'occhio; il naso è formato da un ramo spezzato privo di corteccia all'estremità. Che rivela il legno rossastro sottostante, evocando il colore di un naso colpito dal freddo invernale. Il mantello di paglia intrecciata contiene due indizi cruciali per l'interpretazione di questa singolare immagine si distingue. Una lettera "M" che si riferisce a Massimiliano, il futuro imperatore e l'acciarino, simbolo dell'Ordine del Toson d'Oro.
Uno straordinario ritratto simbolo di questa mostra rappresenta la maestria di Velázquez.
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| Diego Velázquez, L'infanta Margherita in abito blu (1659) Olio su tela |
Questo ritratto era destinato a presentare alla Corte viennese l'infanta (1651-1673), che all'epoca aveva 8 anni come promessa sposa del figlio di Ferdinando, il futuro imperatore Leopoldo I, rendendo così evidente un nuovo successo della politica matrimoniale dinastica degli Asburgo. Sebbene Velázquez fosse vincolato dalle convenzioni tradizionali, sfruttò al massimo la libertà pittorica consentita da questo contesto. L'opera rientra tra i più alti esempi della sua spesso celebrata maestria nel dare vita alla superficie con pennellate sicure. Toni freddi, azzurro-grigi si alternano a mezze ombre rosate, rendendo luminoso l'incarnato pallido.
Il ritratto della Sacra Famiglia nella sua dimensione umana, emanata dai particolari, potrebbe rappresentare la sosta di una qualunque famiglia del Seicento.
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Orazio Lomi Gentileschi, Riposo durante la fuga in Egitto (1626-1628) Olio su tela, 137 x 216 cm |
La figura di Maria conserva un'eleganza raffinata, accentuata dalla posa sofisticata della mano sinistra e dal gesto giocoso con cui copre parzialmente la nudità del Bambino mediante il panno bianco. L'atto dell'allattamento è rappresentato, ma non in modo ostentato. La tavolozza cromatica è ridotta e calibrata con precisione, i pochi accenti si integrano in un insieme dominato da tonalità fredde basate su gradazioni di grigio finemente sfumate. Una novità è il bastone da viaggio di Giuseppe, fortemente (e non del tutto logicamente) illuminato, che assume quasi il carattere di trompe-l'oeil.
Non può non sorprendere l’opera di Caravaggio Incoronazione di Spine
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Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Incoronazione di spine (1603) Olio su tela, 127 x 165 cm |
Michelangelo Merisi da Caravaggio è considerato uno dei principali innovatori della pittura europea intorno al 1600. Le sue opere si caratterizzano per l'attenzione al mondo visibile, per una drammatica regia della luce e per l'immediata presenza fisica dei soggetti. L'incoronazione di spine, rientra tra le raffigurazioni più intense della sofferenza di Cristo nell'opera di Caravaggio.
Vi ringrazio.
Arrivederci al prossimo articolo.
Massimo