giovedì 5 febbraio 2026

Gregorio Preti - 5 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Gregorio Preti

(Taverna, 25 febbraio 1603 – Roma, 25 gennaio 1672)

Gregorio Preti, Cristo mostrato al popolo (1645-1655)
Olio su tela, Collezione privata

Gregorio e Mattia Preti, Allegoria dei cinque sensi (1642-1646) Olio su tela
170 x 336 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Gregorio e Mattia Preti, Concerto con scena di buona ventura (1630-1635)
Olio su tela, 195 x 285 cm. Pinacoteca dell'Accademia Albertina, Torino

Gregorio e Mattia Preti, Cristo guarisce l'idropico (1635ca.)
Collezione privata, Milano

Gregorio e Mattia Preti, Pilato si lava le mani (1640 ca.)
Oliom su tela, 135 x 320 cm. Palazzo Pallavicini Rospigliosi, Roma

Mattia Preti - 22 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Mattia Preti

(Taverna, 25 febbraio 1613 – La Valletta, 3 gennaio 1699) 


Gregorio e Mattia Preti, Allegoria dei cinque sensi (1642-1646) Olio su tela
170 x 336 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Gregorio e Mattia Preti, Concerto con scena di buona ventura (1630-1635)
Olio su tela, 195 x 285 cm. Pinacoteca dell'Accademia Albertina, Torino

Gregorio e Mattia Preti, Cristo guarisce l'idropico (1635ca.)
Collezione privata, Milano

Gregorio e Mattia Preti, Pilato si lava le mani (1640 ca.)
Oliom su tela, 135 x 320 cm. Palazzo Pallavicini Rospigliosi, Roma

Mattia Preti, Apostolo (1635ca.) Olio su tela
Collezione Giamblanco, Torino

Mattia Preti, Archimede (1635-1640)
Pinacoteca Larizza, Varese

Mattia Preti, Cristo e la cananea (16346-1647)
Olio su tela, 231 x 231 cm. Collezione privata

Mattia Preti, Fuga da Troia (1640-1645) Olio su tela
186 x 153,8 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Mattia Preti, Negazione di Pietro (1635ca.) Olio su tela
126 x 97,5 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Mattia Preti, San Bonaventura (1640-1645)
Palazzo Chigi, Ariccia

Mattia Preti, Testa di bambina con collana di corallo (1645-1652) Olio su tela
32 x 28,5 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma

Mattia Preti, Ebbrezza di Noè (1675-1680)
Olio su tela, 191 x 217 cm MUŻA – Mużew Nazzjonali tal-Arti (Heritage Malta), La Valletta

Mattia Preti, Giuditta consegna la testa di Oloferne alla fantesca (ante 1659)
Olio su tela, 186 x 143 cm, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli

Mattia Preti, Incredulità di san Tommaso (1675 ca) Olio su tela, 158 cm x 201,5 cm
MUŻA – Mużew Nazzjonali tal-Arti (Heritage Malta), La Valletta

Mattia Preti, La fuga da Troia (1635 ca.) Olio su tela, 186x154 cm
Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Mattia Preti, La resurrezione di Lazzaro (1655-1660) Olio su tela
202 x 260 cm. Olio su tela, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Mattia Preti, Lot e le figlie (1675-1680) olio su tela, cm. 191 x 217 cm
MUŻA – Mużew Nazzjonali tal-Arti (Heritage Malta), La Valletta

Mattia Preti, La cena del ricco epulone (1655-1660) Olio su tela
148 x 200 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Mattia Preti, Tributo della moneta (1638-1642)
Olio su tela, 123 x 173 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma

Mattia Preti, Diogene e Platone (1649 ca)
Olio su tela, 101 x 151 cm. Musei Capitolini, Roma

Mattia Preti, Cristo e la donna adultera (1680-1685)
Olio su tela, 85 x 117 cm. Galleria Spada, Roma

Mattia Preti, Cristo tentato dal demonio (1680-1685)
Olio su tela, 105 x 133 cm. Galleria Spada, Roma


Lavinia Fontana - 4 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Lavinia Fontana

(Bologna, 24 agosto 1552 – Roma, 11 agosto 1614) 

Lavinia Fontana, Cleopatra (1585)
Galleria Spada, Roma

Lavinia Fontana, Giuditta consegna la testa di Oloferne alla fantesca (1595)
Olio su tela, Pinacoteca Stuard, Collezioni d'arte del Comune di Parma

Lavinia Fontana, Minerva in atto di abbigliarsi (1613)
Galleria Borghese, Roma

Lavinia Fontana, Testa di giovane (1606)
Galleria Borghese, Roma


Andrea Mantegna - 2 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Andrea Mantegna

(Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 13 settembre 1506)


Andrea Mantegna, Ecce Homo (1500 ca.)
Tela a colla e oro applicata su tavola, 54 x 42 cm. Museo Jacquemart-André, Parigi

Andrea Mantegna, Madonna col Bambino e i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa (1455 ca.)
Tempera su tavola, 67 x 43 cm. Museo Jacquemart-André, Parigi


Jacopo Robusti detto TINTORETTO - 2 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Jacopo Robusti detto TINTORETTO

(Venezia, settembre o ottobre 1518 – Venezia, 31 maggio 1594)


Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Cristo e l'adultera (1549)
Olio su tela, 119 x 168 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne (1577-1578)
Olio su tela, Museo Nazionale del Prado, Madrid


Orazio Gentileschi - 7 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Orazio Gentileschi
(Pisa, 9 luglio 1563 – Londra, 7 febbraio 1639) 


Orazio Gentileschi, Madonna col Bambino (1605-1610)
Olio su tela, 113 x 91 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma

Orazio Gentileschi, David (1613-1621)
Olio su tela, 173 x 142 cm. Galleria Spada, Roma

Orazio Gentileschi, Giuditta e la fantesca con la testa di Oloferne (1608-1609)
 Olio su tela, The National Museum of Art, Architecture and Design, Oslo

Orazio Gentileschi, Giuditta e la fantesca con la testa di Oloferne (1621-1624)
Olio su tela, Wadsworth Athenaeum Museum of Art, Artford 


Orazio Gentileschi, San Francesco in estasi (1602-1605 ca)
Olio su tela, 98 x 73 cm. Collezione privata


Orazio Gentileschi, San Francesco sorretto da un angelo (1602-1605 ca)
Olio su tela, 126 x 98 cm. Museo Nacional del Prado, Madrid

Orazio Gentileschi, San Francesco sorretto dall'angelo (1612-1613)
Olio su tela, 133 x 98 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


La Statua Parlannte di Pasquino

 © Photo by Massimo Gaudio

La Statua di Pasquino

Le cosiddette "Pasquinate", altro non erano che satire in versi, caratteristiche del periodo che andava dal XVI al XIX secolo, dirette a pungere i personaggi pubblici più importanti presi di mira dalla gente comune, primi fra tutti i papi. Tra le tante pasquinate, è rimasta famosa la frase indirizzata a papa Urbano VIII Barberini ed ai membri della sua famiglia per gli scempi edilizi di cui si resero responsabili nel '600: quello che non hanno fatto i Barbari, lo hanno fatto i Barberini. Il nome deriva da una statua chiamata appunto Pasquino.
Situata nell'omonima piazza che si trova a pochi passi da piazza Navona addossata alle mura di Palazzo Braschi. Essa fu ritrovata nel 1501 durante la costruzione dell'allora Palazzo Orsini (ora Palazzo Braschi) nello stesso luogo dove si trova ora. Si tratta di un corroso e mutilo gruppo marmoreo, copia di un originale ellenistico pergameno del III secolo a.C. raffigurante probabilmente Menelao, simile all'altra copia che si trova nella Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria a Firenze. Pasquino è la più famosa statua parlante di Roma, chiamate così perché parlava al posto della gente comune che di notte lasciava messaggi anonimi appesi al collo della statua. Ogni mattina le guardie rimuovevano i fogli ma ormai quando accadeva la gente li aveva già letti e la cosa irritava molto i potenti, tanto da far emanare da papa Benedetto XIII un editto dove si prevedeva la pena di morte. L'usanza delle pasquinate cessò con l'annessione di Roma al Regno d'Italia durante il Risorgimento. Ma non andò del tutto persa la voglia della gente di esprimere i propri pensieri, infatti ancora oggi è possibile lasciare le pasquinate non più attaccandole alla statua, ma in una apposita bacheca posta ai piedi di Pasquino.






Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

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