martedì 17 febbraio 2026

Gian Lorenzo Bernini - 14 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Gian Lorenzo Bernini  

(Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680)

Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto in età matura (1630-1635) 
Olio su tela, 53 x 43 cm, Galleria Borghese, Roma
Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto giovanile (1623)
Olio su tela, 39 x 31 cm, Galleria Borghese, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di fanciullo (1638) 
Olio su tela, 33 x 28 cm, Galleria Borghese, Roma

Gian Lorenzo Bernini, David con la testa di Golia (1623 ca)
Olio su tela, 75 X 65 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Papa Urbano VIII (1631-1632)
 Olio su tela, 70 X 65 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Faccia grottesca (1630 ca)
Sanguigna su carta, 19,7 × 20,2 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf

Gian Lorenzo Bernini, Faccia grottesca (1630 ca)
Sanguigna su carta, 17,4 × 19,4 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf

Gian Lorenzo Bernini, attr., Testa di giovane (1635 ca)
Olio su tela, 78,5 x 61,5 cm, Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano

Gian Lorenzo Bernini, I santi Andrea e Tommaso apostoli (1627)
Olio su tela, 61,5 x 85,4 cm, The National Gallery, Londra

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Sisinio Poli (1638)
Gesso nero - rosso e bianco su carta vergata, 27 x 20,7 cm, The Morgan Library & Museum, New York

Gian Lorenzo Bernini, Studi per il coronamento del Baldacchino di San Pietro (1631 ca)
Penna, inchiostro matita rosa e nera su carta avorio, 26,5 x 36 cm
ALBERTINA Museum, Graphische Sammlung, Vienna

Gian Lorenzo Bernini, Studi per il San Longino (1629 ca)
Gesso rosso su carta, 27,5 x 37 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf

Gian Lorenzo Bernini, Studi per il San Longino (1629 ca)
Penna e inchiostro bruno su grafite, 18,5 x 25,5 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf

Gian Lorenzo Bernini, Studi per Palazzo Barberini (1629)
Gesso rosso su carta, 25 x 38,5 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf


Fontana delle Palle di Cannone

© Photo by Massimo Gaudio

Fontana delle Palle di Cannone

Di fronte a Borgo Pio nel Rione Borgo tra Castel Sant'Angelo e il Vaticano a pochi metri dal passetto di Borgo, si trova addossata al muro dell'università LUMSA la Fontana delle Palle di Cannone realizzata in travertino nel 1927 da Pietro Lombardi. Tra i due catini che raccolgono l'acqua che fuoriesce da due cannelle posizionate all'interno dell'arco a tutto sesto in travertino e mattoni, si trova una piramide di palle di cannone che richiamano il vicino Castello per secoli utilizzato come fortezza dalla Chiesa. Al centro delle palle di cannone spunta un mascherone dal quale fuoriesce l'acqua che va a finire in una vasca a livello base che veniva utilizzata come abbeveratoio per cavalli. Sulla parte superiore dell'arco incastonato tra i mattoni campeggia lo stemma comunale.








Vi ringrazio.

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Massimo

lunedì 16 febbraio 2026

GIAN LORENZO BERNINI: I busti in mostra a Palazzo Barberini

© Photo by Massimo Gaudio

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Costanza Piccolomini Bonarelli (1636-1637)
Marmo, 74 x 64 cm, Museo Nazionale del Bargello, Firenze

Fino all'inizio del 600 e in realtà ancora per grande parte di quel secolo, i busti ritratto in marmo, con l'eccezione di quelli papali, erano quasi sempre commissionati per i monumenti funebri, avendo una funzione commemorativa (Il bianco marmo li rendeva eterni, privi della vividezza di quelli dipinti) di conseguenza erano destinate alle chiese. I busti scolpiti dal giovane Bernini non facevano eccezione in questo senso, ma la straordinaria capacità delle dell’artista di conferire naturalezza e verosimiglianza ai suoi ritratti marmorei - Di rivaleggiare, insomma, con la pittura - Sollecitò Francesco Barberini a fare una scelta del tutto inedita. Il Cardinale, nipote di Urbano VIII, verosimilmente di concetto con lo zio, intorno al 1627 maturò infatti il progetto di mettere insieme una serie di busti commemorativi di Barberini che, a quella data, erano già scomparsi; egli prelevò persino dalla Cappella della famiglia in Sant'Andrea della Valle quelli dei genitori del pontefice insieme a due dei punti che Bernini aveva scolpito insieme al padre nel 1618 (andati perduti). Venne così costruita una serie di ritratti sì commemorativi, ma pensati per ornare una galleria, nella fattispecie quella del Palazzo della Cancelleria dove Francesco Recideva dopo la morte del cardinale quei busti approdarono a Palazzo Barberini. Gian Lorenzo lavorò a quell'impresa mentre portava avanti i lavori titanici nella crociera della Basilica di San Pietro, per questo in più occasioni si servì dell'aiuto di Giuliano Finelli, il suo migliore allievo, che da lì a poco sarebbe divenuto il suo maggiore rivale proprio nella ritrattistica.
Mai, fino ad oggi questi busti erano riuniti (quasi tutti) in una mostra, ne erano rientrati insieme. tra le mura di Palazzo Barberini.

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Thomas Baker (1677-1638)
Marmo, 82 x 72 cm, Victoria and Albert Museum, Londra

Gian Lorenzo Bernini e Giuliano Fanelli, Busto di Antonio Barberini il Vecchio (1627-1628 ca)
Marmo, 65 x 80 cm, Palazzo Barberini

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (1630-1631)
Testa in bronzo-mozzetta in porfido-base in serpentino, 81 x 80 x 35 cm, Collezione privata

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (1633)
Marmo, altezza 102 cm, Palazzo Barberini

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (1640-1644)
Bronzo, altezza 132 cm, Museo Diocesano, Spoleto

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (1640-1645 ca)
Marmo, 86 x 105 cm, Palazzo Barberini 

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (Modello 1630 ca, fusione 1656)
Bronzo in parte dorato, 65 x 42 x 10,5 cm, Museo del Louvre, Parigi 

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (Modello 1630 ca, fusione 1656)
Bronzo in parte dorato, 101,5 x 78 cm, Collezione privata

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII,Bronzo, Altezza 104,5 cm
Blenheim Palace Heritage Foundation, collezione del duca di Marlborough

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Camilla Barbadori (1619)
Marmo, 77 x 54 cm, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Gregorio XV (1621-1622)
Bronzo, 78 x 66 cm, Musée Jacquemart-André, Parigi

Gian Lorenzo Bernini, Busto di monsignor Francesco Barberini (1623-1627 ca)
Marmo, 80 x 66 x 26 cm, National Gallery of Art, Washington D.C. 

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Paolo V (1621)
Marmo, 78 x 65 x 29 cm, J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Paolo V (1621-1622)
Bronzo, 83 × 74 cm,  Statens Museum for Kunst, Copenaghen 

Gian Lorenzo Bernini, Busto del cardinale Pieto Valier (1626-1627)
Marmo, 59 x 59 x 28 cm, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro, Venezia

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Bartolomeo Roscioli (1627-1640)
Marmo, 90 x 80 x 30 cm, Museo Capitolare Diocesano, Foligno

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Diana De Paulo (1627-1640)
Marmo, 85 x 78 x 30 cm, Museo Capitolare Diocesano, Foligno

Vi ringrazio.

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Massimo

venerdì 13 febbraio 2026

Monumento a Giuseppe Gioachino Belli (1913)

© Photo by Massimo Gaudio


Monumento a Giuseppe Gioachino Belli (1913)

Trastevere è da sempre considerato il rione più "romanesco" della città; infatti, questo è il luogo scelto per ospitare il monumento a Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli, più comunemente conosciuto come Giuseppe Gioachino Belli, autore di 2279 Sonetti romaneschi che in poesia mista a satira, facevano emergere la voce del popolo di Roma nel XIX secolo. Belli nacque a Roma nel 1791 e vi morì nel 1863. In occasione delle celebrazioni per il cinquantenario della morte, nel 1913 venne inaugurato un monumento in suo onore e venne collocato in quella che ora porta il suo nome, ma che una volta si chiamava piazza d'Italia, a due passi dall'Isola Tiberina in corrispondenza del Ponte Garibaldi.
Nel 1910 un gruppo di letterati rappresentati da Domenico Gnoli, propose all'allora sindaco di Roma Ernesto Nathan di omaggiare la memoria del poeta con un monumento. L'idea venne presa seriamente in considerazione, così fu bandito nel 1911 un concorso per un progetto che fu vinto da Michele Tripisciano. Nonostante furono in vario modo raccolte donazioni per 30.000 lire, l'artista per la realizzazione dell'opera rinunciò al suo compenso.
Tripisciano realizzò il gruppo scultoreo in travertino, collocando sulla sommità la statua del poeta in piedi vestito in modo elegante con una mano poggiata sulla spalletta del Ponte Fabricio (che collega l'Isola Tiberina con la "terraferma" lato lungotevere De' Cenci). Nella parte frontale del basamento sono raffigurati sia il rilievo della personificazione distesa del Tevere, sia la Lupa con Romolo e Remo. Ai lati ci sono due fontane con le vasche gemelle che ricevono acqua che fuoriesce da due mascheroni che rappresentano a sinistra verso il Tevere la Poesia, mentre sul lato opposto la Satira. Un altro simbolo che lega Belli agli umori del popolo romanesco, si trova nella parte posteriore del basamento; infatti, è rappresentata la statua di Pasquino (una delle statue parlanti di Roma) circondata da popolani.
L'unico elemento di rilievo che fa parte del gruppo scultoreo diverso dal travertino, è il bastone che il poeta tiene nella mano sinistra. In origine era in legno ma dopo diversi furti, si decise di realizzarlo in ferro e di cementarlo.









Statua di Pasquino

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Massimo

GIORGIONE, Ritratto di Giovane fino all'8 marzo a Palazzo Barberini

© Photo by Massimo Gaudio

Giorgione, Ritratto di giovane (1503 ca)
Olio su tela, 72,5 x 54 cm, Szépmüvészeti Múzeum, Budapest


Fino all’8 marzo 2026, è possibile ammirare in una sala dedicata del piano nobile di Palazzo Barberini in Roma, il celebre Ritratto di Giovane noto anche come Ritratto di Antonio Brocardo e attribuito a Giorgione proveniente dallo Szépmüvészeti Múzeum / Museo di Belle Arti di Budapest. L’opera, databile intorno al 1503, rappresenta una rara occasione per vedere in Italia un dipinto di grande rilievo nella produzione del maestro veneto, il cui corpus di opere certe o ragionevolmente attribuite è notoriamente molto ristretto.
Il dipinto acquistato a Venezia dal Patriarca János László Pyrker e donato al museo di Budapest nel 1836. è stato oggetto di un lungo dibattito, circa l'autografia, la datazione e il soggetto stesso di un'immagine. Purtroppo, non sappiamo dell'identità del ritratto, anche perché l'iscrizione appena leggibile sul parapetto (ANTONIUS BROKARDUS MARII) è probabilmente apocrifa. Né più agevole, è la decifrazione del singolare geroglifico che compare nel quadro, in ossequio al gusto rinascimentale per emblemi e imprese a fondo morale. La “V” scritta nel cappello nero a sinistra, potrebbe rimandare al nome del modello o richiamare la virtù, mentre il cameo, al centro, con tricipite femminile, è stato interpretato come figura della prudenza, che guarda insieme al passato e al futuro, così come la ghirlanda suggerisce l'avvicendarsi delle stagioni. Un'allusione al tempus medicus, l'unico vero rimedio alle pene dell'animo?



Vi ringrazio.

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Massimo

Gian Lorenzo Bernini - 14 opere

© Photo by  Massimo Gaudio Gian Lorenzo Bernini   (Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680) Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto in e...