Post

I MOSAICI NILOTICI, COSA SONO?

Immagine
  © Photo by Massimo Gaudio I mosaici nilotici sono pavimenti e decorazioni murali di epoca ellenistica e romana che raffigurano il fiume Nilo, la sua natura e la vita che si svolge sulle sue rive. Nascono come rappresentazioni geografiche e simboliche dell’Egitto e diventano, a Roma, un tema di grande successo nelle case e nelle ville di lusso.  Il soggetto si sviluppa ad Alessandria d’Egitto. Una spedizione scientifica voluta da Tolomeo II nel III secolo a.C. documentò animali, piante e popoli del Nilo: quei disegni furono la base per i mosaicisti. Con la conquista romana dell’Egitto nel 30 a.C. il tema si diffuse in tutto l’impero come segno di gusto, cultura e potere. Soggetti principali erano il Nilo, mostrato dalla sorgente al Delta, spesso con una veduta “a volo d’uccello”. Ippopotami, coccodrilli, ibis, anatre, pesci, manguste e a volte compaiono creature esotiche o mitiche. Anche canneti, papiri, fiori di loto in tutte le fasi, sono un simbolo di rinascita. Pescatori ...

TYRRHENÒS E SARDÒ - La grande mostra internazionale su Etruschi e Nuragici, a Cabras fino al 9 novembre

Immagine
  Tyrrhenòs e Sardò Foto Nicola Castangia INAUGURATA A CABRAS LA NUOVA SALA DEI GIGANTI CON LA MOSTRA INTERNAZIONALE "TYRRHENÒS E SARDÒ" IN COLLABORAZIONE COL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FIRENZE Il Museo Civico Giovanni Marongiu amplia i suoi spazi e celebra il dialogo millenario tra le civiltà etrusca e nuragica. L’esposizione sarà visitabile sino al 9 novembre. Si è tenuta il 18 luglio scorso la cerimonia ufficiale di inaugurazione della nuova Sala dei Giganti presso il Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, un traguardo istituzionale storico che amplia la superficie espositiva a circa 1500 metri quadri. Per celebrare questo ampliamento strutturale, destinato ad accogliere in futuro il complesso statuario di Mont’e Prama, la Fondazione Mont’e Prama ha aperto al pubblico la grande mostra di rilievo internazionale "Tyrrehenòs e Sardò, principi Etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li Unisce" L'esposizione, realizzata dalla Fon...

ERMAFRODITO: due versioni a confronto

Immagine
© Photo by Massimo Gaudio Statua di Ermafrodito dormiente (metà II sec. a.C.), Marmo lunense Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme, Roma Palazzo Massimo e Galleria Borghese ospitano due statue di Ermafrodito addormentato. Entrambe le sculture sono copie romane del II secolo d.C. di un originale greco perduto, ma presentano differenze significative di contesto, allestimento e stato di conservazione. Le differenze principali tra l'Ermafrodito di Palazzo Massimo (prima) e l'Ermafrodito di Galleria Borghese (poi) sono: Collocazione - Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme, Piano terra - Galleria Borghese, Sala III - Sala dell'Ermafrodito, Piano terra Provenienza  - Ritrovato nel 1879 durante gli scavi per la costruzione del Teatro Costanzi, Roma  - Appartenuto alla Collezione Borghese. È uno degli esemplari rimasti a Roma dopo la vendita del 1807 a Napoleone Presenza del materasso  - Assente. La figura poggia direttamente su una base moderna. Questo...

Andy Warhol a Villa Borghese

Immagine
© Photo by Massimo Gaudio Andy Warhol, Madre e figlia Tina e Lisa Bilotti (1981) Acrilico e inchiostro serigrafico su tela, Museo Carlo Bilotti, Roma Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese a Roma, ospita una delle poche opere di Warhol presenti in collezione permanente in città. È un ritratto che Andy Warhol fece nel 1981 a Tina Bilotti e a sua figlia Lisa, che all’epoca aveva 12 anni. Tina era la moglie del collezionista Carlo Bilotti. Warhol le mette una vicina all’altra, leggermente di tre quarti, con quei colli lunghi ed eleganti che usava spesso nei ritratti. I colori sono caldi, molto anni ’80: incarnati pieni, labbra ben marcate in rosso, sfondo piatto. È tutto fatto con la sua tecnica classica, cioè acrilico sotto e serigrafia sopra per i contorni e le ombre. Nella realtà madre e figlia non avevano lo stesso colore di capelli, ma Warhol le dipinge entrambe more. Così, a colpo d’occhio, capisci subito che sono parenti. È un trucco da artista pop: semplifica per rende...

Statua di Augusto di Via Labicana – Palazzo Massimo alle Terme

Immagine
© Photo by Massimo Gaudio Statua di Augusto pontefice massimo (12 a.C. ca) Marmo, Altezza 207 cm,  Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo, Roma La scultura, esposta al piano terra del Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo , raffigura l’imperatore Augusto in età matura. Realizzata in marmo bianco a grandezza superiore al naturale, risale alla prima età imperiale ed è stata rinvenuta lungo la Via Labicana. Figura stante con peso sulla gamba sinistra, braccio destro sollevato, indossa la toga drappeggiata sulla spalla sinistra e ricadente in pieghe profonde fino ai piedi che indossano sandali. Capo scoperto con capigliatura a ciocche ordinate sulla fronte. Il volto presenta tratti individualizzati e segni dell’età, coerenti con la rappresentazione di Augusto anziano. La statua privilegia l’immagine civile e politica del princeps, senza corazza né attributi divini. L’opera coniuga realismo ritrattistico e idealizzazione politica. La resa accurata delle pieghe e la postura composta ...

Spinario Capitolino vs Cavaspina Borghese

Immagine
© Photo by Massimo Gaudio Ambito romano, Cavaspina (prima del 1608) Marmo, altezza 85 cm, Galleria Borghese, Roma Lo Spinario Capitolino e il Cavaspina Borghese raffigurano entrambi un ragazzo seduto che si toglie una spina dal piede sinistro, ma sono due opere diverse per epoca, materiale, storia e dettagli. Ecco le differenze principali: - Lo Spinario Capitolino è l’opera antica originale. Si tratta di un bronzo databile intorno al I secolo a.C., con una testa di gusto severo e un corpo più dinamico di stile ellenistico. Il Cavaspina Borghese invece è una replica realizzata solo alla fine del Cinquecento, che prende come modello diretto proprio il bronzo dei Capitolini. - Lo Spinario dei Capitolini è in bronzo e misura 73 cm di altezza. Il Cavaspina della Galleria Borghese è scolpito in marmo e ha proporzioni differenti, leggermente con i suoi 85 cm di altezza. - Il bronzo capitolino mostra il ragazzo completamente nudo, seduto su una roccia. Nella versione Borghese c'è più pud...

Antonello da Messina, Ritratto d'uomo (1474-1475) - Galleria Borghese

Immagine
© Photo by Massimo Gaudio Antonello da Messina, Ritratto d'uomo (1474-1475) Tempera e olio su tavola, 31 x 25,2 cm Galleria Borghese, Roma Il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, in passato è stato identificato ipoteticamente come il ritratto di Michele Vianello, ma studi recenti escludono questa identificazione. L’uomo è raffigurato a mezzo busto, di tre quarti, su sfondo scuro, come tipico dei ritratti di Antonello. Indossa una veste rossa e una berretta nera, abbigliamento tipico dei patrizi veneziani. Colpisce lo sguardo vivissimo, diretto verso lo spettatore, con un’espressione intensa e un accenno di “astuzia”. Gli occhi hanno un effetto tridimensionale; si ha la sensazione che toccando ipoteticamente il dipinto (non si può fare, mai) si possa sentire la rotondità delle palpebre. È considerato uno dei capolavori della fase matura di Antonello. L'artisra unisce la luce e l’attenzione al dettaglio della pittura fiamminga con la spazialità italiana. I suoi ritratti s...